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ORTOFRUTTA

Case study

PRIMARIA AZIENDA ITALIANA DELLA ZOOTECNIA · Studio applicato e sviluppo verso pilota

Ricerca e risultati

Uno scarto di filiera.
Una difesa naturale.

C4-C8

acidi grassi a corta catena recuperati come sottoprodotto della filiera mangimistica

4patogeni

Botrytis cinerea, Colletotrichum coccodes, Monilia fructigena, Verticillium dahliae

100%

inibizione della crescita in vitro su Monilia fructigena e Verticillium dahliae

1/3del cibo

prodotto nel mondo va perso lungo la filiera: il 22 % già in post-raccolta e stoccaggio

Dallo scarto alla difesa

Il percorso di valorizzazione: una molecola già presente nella filiera zootecnica diventa protezione dell'ortofrutta.

01020304

01

Sottoprodotto zootecnico

Acidi grassi a corta catena di risulta dall'estrazione dei mangimi, oggi flusso a basso valore.

02

Molecola già ammessa

Additivi consolidati nell'alimentazione animale per l'attività antibatterica e antifungina: profilo di innocuità noto.

03

Trattamento post-raccolta

Immersione rapida del frutto e asciugatura: un velo attivo sulla superficie, non un fitofarmaco di sintesi.

04

Meno perdite, meno chimica

Shelf life difesa nella fase più fragile della filiera, con meno fungicidi e meno resistenze indotte.

Crescita radiale, controllo non trattato

Crescita media in piastra su terreno PDA a 22 °C, dal 5° al 12° giorno dalla semina. È la curva che il trattamento deve fermare.

03690567812cmgiorniB. cinereaC. coccodesM. fructigenaV. dahliae

Effetto fungistatico in vitro

Tre miscele selezionate, testate in piastra allo 0,5 % contro quattro patogeni di post-raccolta. Le composizioni restano riservate.

PatogenoMatriceMIX 3MIX 4MIX 5

Botrytis cinerea

FragolaMEDIAMODERATAPARZIALE

Colletotrichum coccodes

PomodoroMEDIAPARZIALEMODERATA

Monilia fructigena

MelaTOTALETOTALETOTALE

Verticillium dahliae

Olivo (in vitro)TOTALETOTALETOTALE

Percorso di sviluppo

Dal sottoprodotto di filiera al trattamento sul frutto.

  1. 01Il flusso di risulta

    Selezione degli acidi grassi a corta catena C4-C8 derivati dai sottoprodotti della filiera mangimistica, già impiegati come additivi zootecnici antibatterici e antifungini.

  2. 02Miscele candidate

    Cinque miscele mono-gliceriche costruite variando combinazione e rapporti delle catene. Le composizioni non sono divulgate.

  3. 03Screening in piastra

    Terreni colturali addizionati allo 0,5 %, incubazione a 22 °C e rilievo della crescita radiale dal 5° al 12° giorno, con controllo e tre repliche per ciascuna miscela.

  4. 04Selezione delle miscele

    Dai dati in piastra emergono tre miscele con effetto fungistatico significativo, portate alla prova sul frutto reale.

  5. 05Trattamento sul frutto

    Lavaggio, immersione di un minuto in soluzione acquosa allo 0,5 % e asciugatura 24 ore: un velo continuo sulla superficie di mela, pomodoro e fragola.

  6. 06Inoculo e monitoraggio

    Incisioni superficiali per mimare le ferite da post-raccolta, inoculo del patogeno, camera umida a 22 °C e rilievi ogni tre giorni su crescita e fitotossicità.

Studio applicato su acidi grassi a corta catena come antimicrobico e rivestimento post-raccolta, condotto presso l'Università degli Studi di Firenze e confermato nei laboratori IUV. Nessun dettaglio di formulazione è divulgato.

Scheda progetto

Cliente o partner
PRIMARIA AZIENDA ITALIANA DELLA ZOOTECNIA
Settore
ORTOFRUTTA
Sfida
Dare un secondo valore agli acidi grassi a corta catena C4-C8 che residuano dall'estrazione nella filiera mangimistica e, allo stesso tempo, ridurre le perdite di ortofrutta in post-raccolta: circa un terzo del cibo prodotto nel mondo va perso, e il 22 % si perde già tra raccolta e stoccaggio, in larga parte per marciumi fungini oggi contrastati con fungicidi di sintesi.
Processo di ricerca
Studio applicato condotto presso l'Università degli Studi di Firenze e confermato nei laboratori IUV: costruzione di cinque miscele mono-gliceriche a partire dagli acidi grassi di risulta, screening in piastra su terreno PDA addizionato allo 0,5 % contro Botrytis cinerea, Colletotrichum coccodes, Monilia fructigena e Verticillium dahliae, con controllo e repliche, incubazione a 22 °C e rilievo della crescita radiale dal 5° al 12° giorno; prove in vivo su mela, pomodoro e fragola con immersione di un minuto, asciugatura 24 ore, incisione superficiale, inoculo del patogeno e monitoraggio di crescita e fitotossicità.
Soluzione sviluppata
Un trattamento post-raccolta in soluzione acquosa che usa come principio attivo una molecola già ammessa e consolidata in alimentazione animale, applicata per immersione sul frutto e lasciata asciugare come velo continuo. La funzione è doppia: azione antimicrobica sulle ferite di raccolta e rivestimento che protegge la superficie e accompagna la durabilità del prodotto. Le composizioni delle miscele restano riservate; il principio è quello della piattaforma Naturameri™, materia prima nativa e sottoprodotti valorizzati al posto della chimica di sintesi.
Risultati verificati
In piastra tre miscele su cinque hanno mostrato un effetto fungistatico significativo, con inibizione totale della crescita di Monilia fructigena e Verticillium dahliae e riduzione marcata su Botrytis cinerea e Colletotrichum coccodes. Sul frutto reale il comportamento migliore si è avuto sulla mela, dove una delle miscele ha contenuto lo sviluppo del marciume senza alcun effetto fitotossico sulla superficie; le altre matrici hanno evidenziato i limiti di dose e tempo di contatto su cui proseguire. Il risultato industriale è duplice: un flusso di sottoprodotto zootecnico diventa attivo funzionale e la difesa post-raccolta si sposta da fungicida di sintesi a trattamento edibile. Restano da chiudere ottimizzazione delle dosi, shelf life su scala reale, profilo sensoriale e percorso regolatorio.
Fase del progetto
Studio applicato e sviluppo verso pilota

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